Quando si parla di AI in azienda, il consiglio più diffuso è "automatizzare tutto il possibile". L'esperienza sul campo dice un'altra cosa: la maggior parte del lavoro che produce valore non va automatizzata affatto.
In quasi ogni attività, il lavoro si divide in due parti:
- La prima è fatta di decisioni, rapporti con i clienti, valutazioni che richiedono giudizio: è la parte che genera valore, e richiede attenzione piena.
- La seconda è fatta di attività ripetitive — raccogliere informazioni, smistare, formattare, tenere aggiornato ciò che cambia — non richiede giudizio, ma interrompe di continuo.
L'errore più comune è puntare l'automazione sulla prima parte, perché è lì che si concentrano le ore.
Ma l'AI oggi non sostituisce il giudizio: se lo sostituisce si avranno inevitabilmente risultati scadenti.
L'approccio corretto è l'opposto: automatizzare le attività ripetitive per liberare attenzione da dedicare a quelle importanti.
Ogni interruzione eliminata e ogni informazione che arriva già filtrata non fanno solo risparmiare tempo: restituiscono attenzione, e l'attenzione è esattamente ciò che i clienti acquistano.
Quindi, la domanda utile per chi gestisce un'attività non è "cosa possiamo automatizzare?", ma "quali attività stanno rubando attenzione a quelle che contano davvero?".
Luca Pernini - Script Solutions .IT
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